"Pingu paragonato a John Lennon? Non dire boiate, Pingu mica l'ha scritta, Yesterday" obietteranno giustamente in molti. Vero. Proprio come John Lennon! Yesterday è di Paul McCartney.
Chiusa questa parentesi che celebra il mio sapere beatlesiano (sono uno dei tre individui al mondo che ha letto Anthology per intero, e di questo mi vanterò sempre, sappiatelo), arrivo al sodo del mio intervento.
Chiunque non abbia passato le ultime settimane chiuso in una caverna avrà notato che in rete impazzano alcuni video che hanno prepotentemente riportato alla ribalta un personaggio fondamentale per l'infanzia di chi viaggia (abbondantemente) sopra la ventina come il sottoscritto: mi riferisco a Pingu, il simpatico pinguino nato dalla plasticosa immaginazione del tedesco Otmar Gutmann.
Su YouTube il geniale utente Wurfenkopf (spero di averlo scritto bene... ma anche tu, non potevi firmarti, che so, Nando???) ha dato risposta al quesito che tutti noi vecchi fan di Pingu ci siamo sempre posti: che diavolo dicono quei pinguini? E per ricreare il culto pingulese gli sono bastati un Movie Maker e un po' di fantasia. In your face, Muciaccia (non è vero, Muciaccia, Neil Buchanan e Art Attack sono patrimoni dell'umanità).
Tra una convulsione e un singhiozzo, provocati da risate che non potevano sfogarsi perché si sovrapponevano troppo rapidamente, mi è comunque arrivato al cervello ossigeno in quantità sufficiente per un paio di riflessioni (Think less, live more recitava la maglietta di un tizio che ho incrociato l'altro giorno. Sottoscrivo pienamente. Prima o poi la metterò anche in pratica).
Pingu vive in un mondo ideale, perfetto, un'allegoria di quel mondo sognato da John Lennon e tradotto, oltre che in musica, nei fatti: con i bed-in, con le interviste nei sacchi, con gli striscioni piazzati in tutte le grandi città del mondo (quello reale).
E' un mondo dove i contrasti esistono, certo, ma nascono e muoiono in un minuto, che siano alterchi con i genitori o liti con gli amici. Un mondo dove se qualcuno ti fa un torto, c'è sempre chi ti consola, ti mette un cerotto sulla testa o ti gonfia di nuovo il pallone. Un mondo dove puoi dire agli americani che vai a riporre gli imbuti a Faenz' senza che quelli ti dichiarino guerra per difendere la democrazia.
E' una celebrazione dell'amicizia, della fratellanza (il migliore amico di Pingu, non per niente, è una foca) e della solidarietà: la casetta che Pingu costruisce da solo crolla dopo pochi istanti, mentre quando decide di costruirla con l'amico che vuole belle calzature, ecco che salta fuori un igloo splendido.
Il tenore di vita nel mondo di Pingu è piuttosto elevato, tutti hanno pesce in abbondanza da spendere in bevande colorate dall'effetto altamente diuretico. Ma si auspica un generale livellamento, dove nessuno si ingòrgita o può essere esageratamente più ricco degli altri. In un episodio, Pingu vince alla lotteria, ma dopo aver riscosso il premio lo porta subito alla maga che gli aveva predetto la fortuna, ritratta in uno stato di evidente difficoltà (deve badare a un vecchio pinguino chiaramente malato). Lei come ringraziamento gli regala un ciondolo che riempie Pingu di gioia. E potrei andare ancora avanti con gli esempi, ma ho già scritto fin troppo e non vorrei che mi varicassero i precursori.
Società equa e giusta, amicizia, tolleranza, calore umano (e pinguino)... mi chiedo perché qualcuno si ostini ancora a leggere Marx!
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