| Il giocatore (sotto) e il mercato (sopra). |
Novità? Nessuna, grazie.
No, non è vero, videoludicamente parlando c'è una succulenta novità: da Natale infatti PS3 campeggia in bella mostra sotto il mio televisore. Alleluja!
La novità a cui si riferisce il titolo del mio intervento però è quella che, da più parti, si cerca nei giochi. Forse. Su PSM, una delle riviste più prestigiose della stampa videoludica italiana, il tema dello svecchiamento dei contenuti torna alla ribalta regolarmente, in rete tante persone auspicano meccaniche nuove, gameplay totalmente inediti e via dicendo. Da quel che si legge e si vede, sembrerebbe che ci sia un'estrema voglia di rinnovamento, di cambio radicale di rotta.
Poi però sfogliando un numero a caso di PSM trovo le recensioni di Bioshock 2, di Battlefield 2, del seguito di Army of Two, e succulente anteprime di Crysis 2 e di un nuovo episodio di Fallout. Non contento mi studio il Checkpoint, indispensabile Bignami del meglio PS3, e conto 46 (quarantasei!!) giochi il cui titolo termina con un numero maggioreuguale a 2 o che comunque è riconducibile a un nuovo episodio di una determinata saga (Prince of Persia, per fare un esempio). E nel conteggio non ho incluso gli sportivi.
La presunta voglia di novità di cui si parla non ha poi riscontri reali né nelle classifiche di vendita né tra gli addetti ai lavori, ossia tra recensori ed esperti di videogiochi. Perché Assassin's Creed II o MGS4 i loro votoni e il loro successo se li meritano ampiamente, sono opere splendide. Ma non sono certo ventate di aria fresca, né portatori di significativi rinnovamenti di certe meccaniche. Heavy Rain rappresenta la novità? Non scherziamo...
Qual è il punto? Chiediamo a gran voce qualcosa di nuovo ma poi, se ce lo propongono, paradossalmente non lo premiamo, preferendogli percorsi già battuti e quindi molto più rassicuranti. Un esempio su tutti: l'altra settimana in un grosso centro commerciale di Torino mi sono preso Mirror's Edge nuovo di zecca a 9.90 euro, in mezzo a decine di copie invendute.
Quel Mirror's Edge che gronda stile da ogni tetto; quel Mirror's Edge che ti riconcilia con la bellezza dei colori in un assortimento di giochi dalle tinte sin troppo livide; quel Mirror's Edge che ti prende dalla prima all'ultima corsa nonostante passaggi di estrema frustrazione; quel Mirror's Edge in cui nemmeno il doppiaggio di Asia Argento può impedirti di innamorarti del bel visino orientaleggiante di Faith; quel Mirror's Edge che in alcuni frangenti riesce nella titanica impresa di dare un senso al Sixaxis, il controller più disgraziato degli ultimi vent'anni, deriso persino da Psycho Mantis in MGS4. Ho detto tutto. Ah, dimenticavo, quel Mirror's Edge di cui attendo spasmodicamente un seguito.
Nessun commento:
Posta un commento